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Recensione sulla fiction “PRIMA DI NOI” di DANIELE LUCCHETTI

  • 17 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

La fiction “Prima di noi” è tratta dal romanzo pluripremiato dello scrittore contemporaneo Giorgio Fontana ed è stata trasmessa nel mese di gennaio su Rai 1. 

La serie riguarda gli anni che vanno dal 1917 al 1978 ed è ambientata tra il Friuli e il Veneto. Narra le vicende dei Sartori, una famiglia in cui avere l’acqua in casa era un lusso e le donne, quando gli uomini erano al fronte, non avevano altra scelta se non quella di andare avanti contando solo sulle proprie forze. La serie attraversa due Guerre Mondiali, il boom economico, l'urbanizzazione, le rivolte degli operai, la globalizzazione. A fare da voce narrante c'è Nadia (Linda Caridi), colei che diventerà la capostipite della famiglia. La donna conoscerà Maurizio (Andrea Arcangeli), un disertore che troverà rifugio nella famiglia di Nadia. I due avranno tre figli, Gabriele, Domenico e Renzo, i cui destini saranno molto diversi e le cui vite si incontreranno e scontreranno più volte. Negli ultimi episodi compaiono sulla scena Eloisa e Davide, i figli di Gabriele, e Nadia e Libero, i figli di Renzo. Questi rappresentano la nuova generazione, quella nata durante il boom, che vivrà la propria gioventù nei complicati anni Settanta.

Il discorso che mette in piedi “Prima di noi” riguarda il ricambio generazionale. Come evidenziato dal regista Daniele Luchetti, il senso ultimo è che "siamo fatti di chi è venuto prima di noi", tanto come Paese quanto come famiglia e come singoli individui. 

La fiction diventa così una rappresentazione dell'eterna lotta che il presente vive con il passato e il futuro. I Sartori dovranno imparare a gestire il senso di colpa, la rabbia e l'inquietudine che hanno lasciato in eredità gli antenati. 

Renzo sembra portare dentro la collera di Maurizio, eternamente in fuga da tutto e da tutti; al contrario del primogenito Gabriele, più posato e riflessivo, e del secondogenito Domenico, la cui empatia diverrà il suo punto di forza ma anche la sua condanna. 

Il finale invita a perdonare le mancanze del passato per guardare al futuro con maggiore consapevolezza. Guardare al passato per riflettere sul presente, in continuo cambiamento. 

Attraverso il sacrificio, la speranza in un futuro migliore e il bisogno di resistere in un mondo dominato dalla legge del più forte, la fiction offre anche l’unica soluzione possibile: l’amore e la fiducia verso il prossimo.  

                                                                                       Anna Santospagnuolo e Cristina Palermo


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