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C'è ancora speranza

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel corso degli anni abbiamo sentito molto parlare del problema riguardante la scomparsa di molteplici specie di animali. Ad oggi, nel 2026, possiamo dire con orgoglio di aver ottenuto risultati positivi in merito. Infatti, alcune specie che non si trovano più a rischio di estinzione sono: la lince iberica (passata da poche decine di esemplari nel 2000 a diverse centinaia), il bisonte americano (da soli 300-500 individui nel 1900 a numeri che oggi oscillano tra 200.000 e 500.000), l'aquila marina testa bianca (da circa 400 a oltre 300.000 esemplari) e la tartaruga verde marina (da 12.000 nel 1900 a svariate decine di migliaia). 

Sfortunatamente ci sono ancora specie  più o meno vulnerabili, quali la foca monaca del Mediterraneo, la megattera, il rinoceronte bianco, la lontra marina, l'albatro, l'elefante e l'orso polare. Tra i fattori principali che favoriscono questo fenomeno vi sono la distruzione degli habitat in cui vivono, il crescente cambiamento climatico, l’inquinamento e il bracconaggio (attività di caccia e pesca illegali). Secondo un rapporto della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, organizzazione non governativa istituita nel 1948) le specie ancora in pericolo sono quasi 50.000. 

Ogni giorno migliaia di animali muoiono per mano di predatori, qualsiasi essi siano, e si stima che complessivamente entro il 2050 circa il 30% delle specie attuali potrebbe estinguersi. 

A tal proposito, i ricercatori e tutti coloro i quali lavorano per affrontare la questione hanno cercato, nel tempo, di trovare soluzioni concrete attuabili; una è stata sicuramente la costruzione di rifugi protetti che, attraverso la tutela degli ecosistemi, garantiscono la prosperità della fauna e contribuiscono, quindi, ad allontanare molte specie dal rischio di estinzione. Ciò è stato possibile grazie all’incessante aiuto di scienziati del settore, di volontari e varie comunità locali. 

Anche ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare qualcosa: ad esempio informarsi sul problema, riciclare quotidianamente e, se possibile, partecipare ad azioni di volontariato. 


Esmeralda Carrabba


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