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EMILIO ISGRÒ

  • 25 feb
  • Tempo di lettura: 1 min

Dal 5 maggio al 3 novembre 2025 si è tenuta a Scicli, presso il museo di

arte contemporanea del Carmine, una mostra riguardante Emilio Isgrò,

artista contemporaneo italiano.

Egli nasce il 6 ottobre del 1937 a Barcellona Pozzo di Gotto. Negli anni

‘50 si trasferisce a Milano, dove intraprende contemporaneamente la

carriera giornalistica e artistica. Negli anni ‘60 si trasferì a Venezia per

sette anni, dove conobbe la Pop Art americana importata da Peggy

Guggenheim.

Proprio in questi anni iniziò a realizzare le sue opere più importanti, note

ancora oggi come “le cancellature”. Con questa tecnica Isgrò oscura

parti di testo lasciando visibili solo poche parole o frasi: l’obiettivo non è

cancellare per eliminare, ma concentrare l’attenzione sul significato e

spingere alla riflessione attraverso l’opera.

Ultimamente Isgrò ha realizzato ”L’Opera delle Formiche”, curata da lui

stesso appositamente per il Museo di Arte Contemporanea del Carmine

a Scicli. Le formiche, come le api compaiono in altre sue opere, sono

usate come metafora dell’umanità, perché sono dei piccoli esseri in

grado di trasformare tutto quello che attraversano, lavorando insieme

per uno scopo comune.

Inoltre Isgrò ha scritto diversi romanzi e anche un’autobiografia, in

collaborazione con Chiara Gatti, intitolata “Io non cancello. La mia vita

frenetica”, pubblicata nel 2024; in questo testo parla della tecnica delle

cancellature che applica fin dagli anni ’60, e ribadisce ancora una volta

che non cancella per eliminare, ma per comprendere fino in fondo il

significato del messaggio.

Diletta Mazza

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