MICHAEL: tra apparenza e realtà
- 9 giu
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Il 22 aprile 2026 nei cinema italiani è uscito il film “Michael”. La pellicola, distribuita da Universal Pictures, racconta la storia di Michael Jackson, il “Re del Pop”, che viene interpretato proprio da suo nipote, Jaafar Jackson. Il film esplora il percorso di Michael, partendo dalla sua infanzia difficile, caratterizzata dal rapporto con suo padre, e i primi esordi con i “Jackson 5” , i suoi fratelli, concludendosi poi con il suo successo da solista. Ciò che caratterizza maggiormente questo film è proprio l’interpretazione di Jaafar, che riesce a rendere giustizia alla complessa eredità artistica che Michael ci ha lasciato. La trama si concentra interamente sul rapporto che Michael ha con suo padre, il quale vede in Michael solo un “ragazzo con cui fare soldi”, piuttosto che un figlio prodigio, cercando così di perfezionare sin dall’età di otto anni ogni suo movimento sul palco, spesso ricorrendo a modi molto maneschi, addirittura inimmaginabili per un bambino così piccolo. A causa della popolarità che Michael assume nel tempo, per lui è praticamente impossibile sviluppare amicizie con bambini della sua età, e ciò lo porterà a comprare molti animali come una giraffa, un topo, un serpente, ma soprattutto una scimmia di nome Bubbles. Un tema molto ricorrente e importante durante il film è quello del razzismo: Michael, infatti, dichiara che, nonostante fosse un cantante di colore, la sua musica non aveva un pubblico specifico al quale era destinata, bensì era stata creata per tutto il mondo, senza distinzioni razziali come il colore della pelle, l’etnia, etc…Questo ha tutt’ora un impatto significativo sul mondo del Pop. Personalmente ho gradito molto questo film, nonostante non abbia mostrato le varie accuse di pedofilia,recentemente smentite, che Michael ha dovuto affrontare. La parte del film che più è riuscita ad intrattenermi sono state proprio le canzoni iconiche che Michael ha realizzato durante il suo picco di popolarità e soprattutto l’accuratezza, sia da parte di Jaafar, che dalla regia e dalla fotografia, con cui vengono mostrate. A parer mio una scena in particolare fa capire la realtà che c’è dietro gli attori, come anche le persone in generale, che non vediamo. La scena vede come protagonista Michael e suo padre, Joseph Jackson. Michael, dopo aver chiesto al padre di avere un album da solista, viene subito ripreso e richiamato aggressivamente, poiché, secondo il padre, Michael è di sua proprietà e avrebbe dovuto continuare a recitare con i suoi fratelli. Michael, così, sentendosi offeso e fragile, se ne va via con il suo manager, ma proprio all’uscita di casa sua, si ritrova invaso da migliaia di fans e paparazzi. Così Michael, per nascondere il suo momento di fragilità di fronte agli occhi di migliaia di persone, si mette degli occhiali ed un cappello, salutando dalla macchina tutti i suoi fans, fingendo di essere realmente felice. In quel momento Michael è quindi costretto ad indossare una “maschera” per nascondere il suo vero stato d’animo. Alla fine, questo è quello che tutti noi, a scuola, a lavoro, con gli amici, in famiglia, etc.… tendiamo a fare: indossiamo una maschera spaventati da quello che le persone possano pensare di noi, fingendo così di essere ciò che non siamo realmente.
Arturo Fazio
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