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Ritornelli in loop: la musica che resta in mente

  • 6 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Capita spesso di essere immersi in altro, mentre si cammina, si studia o si pensa a tutt’altro, e all’improvviso una canzone inizia a risuonare nella testa. Non l’abbiamo scelta noi, eppure eccola lì: un ritornello, poche parole, una melodia che si ripete senza sosta. 

Continuiamo quello che stavamo facendo, ma la musica non se ne va. È in quel momento che nasce una domanda spontanea: com’è possibile ricordare perfettamente una canzone ascoltata anni fa e, allo stesso tempo, dimenticare le informazioni studiate da poco?

Questa esperienza, così comune, ha un nome preciso: earworm, cioè “verme dell’orecchio”. Il termine descrive bene la sensazione di una melodia che si insinua nella mente e continua a ripetersi senza poterla controllare. Non tutte le canzoni diventano earworm: di solito si tratta di melodie semplici, ritmi ripetitivi o ritornelli particolarmente orecchiabili. Il cervello umano tende infatti a preferire ciò che è prevedibile, quando una sequenza musicale è facile da anticipare, la mente la completa automaticamente, come se la canzone continuasse a suonare anche nel silenzio. 

Gli earworm dimostrano quanto sia forte la memoria musicale. Le canzoni riescono a fissarsi nella nostra mente con una facilità sorprendente, spesso maggiore rispetto ad altre informazioni. Questo accade perché la musica coinvolge non solo la memoria razionale, ma anche quella emotiva. Ogni canzone è spesso collegata ad un preciso momento, ad un luogo, ad una sensazione, ed è proprio l’emozione a rendere i ricordi più stabili nel tempo. Basta una melodia per riportarci indietro, anche dopo molti anni.

Le canzoni che ritornano nella mente compaiono più facilmente nei momenti di stress, noia o tristezza. In queste situazioni il cervello cerca qualcosa di familiare e la musica diventa un grande punto di riferimento. La mente utilizza ciò che conosce meglio per restare attiva.

Inoltre l’earworm non è sempre negativo: alcuni studi suggeriscono che la ripetizione mentale di una melodia possa stimolare la creatività e favorire la nascita di nuove idee. 

Forse non capiremo mai fino in fondo perché alcune canzoni si ostinano a restare nella nostra testa. Ma forse non è nemmeno necessario. A volte basta lasciarle scorrere, ascoltarle in silenzio e accorgersi di quanto la musica riesca a entrare nella nostra mente, accompagnando anche i momenti più semplici della vita quotidiana.  



                                                                                                                    Paola Giannì

 


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