Spari al Washington Hilton: attentato durante la cena con Trump
- 9 giu
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La sera del 25 aprile 2026, il Washington Hilton è tornato al centro della cronaca internazionale. Durante la tradizionale cena con i membri della Casa Bianca, uno degli eventi più attesi dell’anno, che riunisce giornalisti, politici e rappresentanti di primo livello, un uomo armato ha scatenato il panico, aprendo il fuoco a pochi metri dalla sala principale. All’interno dell’hotel si trovava anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, insieme a migliaia di invitati. Gli spari, avvenuti improvvisamente, hanno portato caos e paura tra le persone, che cercavano riparo per salvare la propria vita da quello che sembrava un vero e proprio film.
L’attentatore identificato è Cole Thomas Allen, che era riuscito ad introdurre diverse armi all’interno della struttura, tra cui un fucile e una pistola. L’intervento immediato del Secret Service è stato determinante: in pochi minuti è stato attivato il protocollo di emergenza e di evacuazione del locale, mettendo in sicurezza tutti, compreso, naturalmente, anche il presidente.
Per quanto grave, avrebb potuto essere molto più drammatico: non si registrano vittime, ma due persone sono rimaste ferite, tra cui lo stesso attentatore durante l’arresto.
L’episodio ha riaperto un dibattito negli Stati Uniti sulla sicurezza degli eventi pubblici.
La vicenda richiama un altro evento buio della storia americana, quando nel 1981 il presidente Ronald Reagan fu ferito all’esterno dello stesso identico edificio.
Così, a distanza di decenni, il Washington Hilton torna ad essere un teatro di violenza e attentati e, pur non avendo gli stessi ‘’risultati’’ di allora, fa sorgere diverse domande sulla sicurezza, sulla violenza politica e sulla capacità delle istituzioni di prevenire minacce in contesti sempre più complessi.
Fidone Eva e Buscema Beatrice
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