Editoriale-Vivere a Colori
- 9 giu
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"Per aspera ad astra"- "Attraverso le asperità sino alle stelle"
La realtà di oggi sembra un tela dipinta da colori intensi che ci mettono continuamente davanti a immagini forti: il rosso acceso dei conflitti nel mondo, il grigio dell’incertezza, il blu delle paure legate al futuro. Allo stesso tempo, ci viene spesso proposto un modello unico di felicità, di successo e di bellezza. In mezzo a queste pressioni, è facile sentirsi fuori posto e indossare una maschera per adattarsi: la maschera di chi finge di essere sempre sicuro, sempre felice, sempre all’altezza. Crescere, però, non significa diventare uguali agli altri né nascondere ciò che siamo, ma vuol dire accettare ogni colore della propria vita e trasformarlo in parte della propria identità.
Il nero delle difficoltà è uno dei primi colori che incontriamo. Delusioni, fallimenti, momenti di solitudine fanno parte dell’esperienza di ciascuno di noi .
Il filosofo Schopenhauer ci ricorda che la sofferenza non è qualcosa di cui avere paura, ma una componente essenziale della condizione umana, in quanto desideriamo e, di conseguenza, sperimentiamo mancanza e dolore. Accettare questo nero significa smettere di sentirsi sbagliati quando qualcosa non va e togliere la maschera della perfezione. Non è un colore da cancellare, ma da comprendere, poiché è proprio attraverso il nero che impariamo a conoscere i nostri limiti e, quindi, anche le nostre possibilità.
Da questa consapevolezza nasce anche la riflessione del filosofo Kierkegaard, secondo cui se la vita comporta angoscia e incertezza è perché siamo liberi di scegliere. L’angoscia, dunque, non è solo peso, ma è anche possibilità. Qui, quindi, il nero si mescola al giallo della responsabilità, poichè crescere significa anche saper fare le proprie scelte, senza nascondersi dietro la maschera del “non dipende da me”. Scegliere di essere se stessi significa, infatti, scegliere di essere autentici, ma ciò richiede coraggio: il coraggio di sbagliare, di cambiare, di non seguire sempre il percorso già scritto da qualcun altro.
Il giallo, però, non è solo il colore della responsabilità, ma è anche il colore della felicità.
Nei dipinti di Vincent van Gogh, il giallo rappresenta il colore che riesce a sopravvivere nel buio dell’inquietudine. Si racconta, infatti, che l’artista volesse persino ingerire il colore giallo per sentirsi più felice, suggerendo il desiderio profondo di fare propria la luce. Così, il giallo diventa simbolo di una felicità e consapevolezza, capace di convivere con l’ombra senza spegnersi.
L’idea che la sofferenza possa trasformarsi in crescita emerge anche nelle Metamorfosi di Apuleio. Il protagonista attraversa un periodo umiliante e doloroso, quasi come se fosse costretto a vivere con un volto che non riconosce più come proprio. È un’esperienza che sembra togliergli identità, ma in realtà la costruisce, dimostrando come le cadute siano tappe della nostra vita che plasmano la nostra personalità. Persino nella poesia di Giovanni Pascoli, segnata da lutti profondi, il nero non cancella ogni altra tonalità. Nei suoi versi sono presenti i colori degli affetti, della casa, della natura. Pascoli non nasconde la fragilità dietro una maschera, ma la trasforma in sensibilità. Dimostra, quindi, che accettare il dolore non significa rinunciare ai colori della vita, ma imparare a riconoscerli anche nei dettagli più piccoli. La sofferenza, allora, non spegne i colori, ma li rende più intensi. Accettare ogni colore della vita significa riconoscere che siamo fatti di contrasti: forza e fragilità, entusiasmo e dubbio, gioia e tristezza. É necessario, quindi, capire che non dobbiamo scegliere un solo colore per definirci, né indossare una maschera per apparire migliori, poichè solo integrando tutte le sfumature della vita possiamo crescere davvero. Essere unici, infatti, non vuol dire essere perfetti, ma avere il coraggio di togliere le maschere e non sbiadirsi per assomigliare agli altri.
Imparare a vivere a colori è una scelta, che si traduce nella possibilità di essere realmente noi stessi. Ogni esperienza, anche la più difficile, aggiunge una tonalità al nostro quadro e solo accettandole tutte possiamo diventare ciò che vogliamo davvero essere, perché è nell’insieme delle nostre luci e delle nostre ombre che si costruisce la nostra vera identità
Bora Guna



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