Identify Me: il mistero delle donne nonidentificate in Europa.
- 24 feb
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INTERPOL lancia un appello internazionale per dare un nome a vittime dimenticate.
L’INTERPOL, in collaborazione con le forze dell’ordine di vari Paesi europei, ha dato il via al
progetto “Identify Me”, un’iniziativa che punta a identificare decine di donne trovate morte in circostanze sospette o inspiegabili, spesso in luoghi isolati. Molte erano vittime di omicidio o sono decedute senza che fosse possibile accertarne le cause.
Quando fu lanciata nel maggio 2023, l’iniziativa riguardava 22 casi nei Paesi Bassi, Belgio e
Germania: donne morte o abbandonate in contesti tali che la loro identità non era mai stata
stabilita.
Nel corso del 2024 l’appello internazionale si è esteso a nuovi paesi, come Francia, Italia e Spagna, arrivando a concentrarsi su 46 casi attivi.
Gli investigatori hanno diffuso immagini e dettagli relativi a oggetti personali, tatuaggi, abiti,
gioielli e persino ricostruzioni facciali delle vittime non identificate.  Queste informazioni
permettono di capire che molte donne trovate potrebbero non essere originarie dei Paesi nei quali i resti sono stati rinvenuti.
Un primo caso risolto risale a una donna britannica, Rita Roberts, il cui corpo fu rinvenuto ad
Anversa nel 1992 e la cui identità è stata confermata dopo 31 anni grazie a un tatuaggio
riconosciuto dalla famiglia.  Un altro caso significativo riguarda una donna trovata morta in
Spagna nel 2005, soprannominata “la donna in rosa”: identificata nel settembre 2025 come
cittadina russa di 31 anni dopo analisi delle impronte digitali e del DNA.
Il progetto testimonia la crescente importanza degli strumenti forensi moderni: analisi del DNA, ricostruzioni facciali, analisi isotopiche e comparazione internazionale dei profili genetici tramite banche dati globali come la I‑Familia, attiva dal 2021 con circa 20.000 profili provenienti da quasi 80 paesi.
Tasca Noemi e Vilardo Alessandro

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