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NATALE A LUCI ROSSE: QUANDO IL CORPO DIVENTA MERCE

  • 24 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Red Light District di Amsterdam, situato all’interno del centro storico, è un celebre quartiere che riguarda le aree urbane di Walletjes, Singel e Pijp, nelle quali si aggirano gli amanti di sexy shop, musei erotici e strip club. Il quartiere, divenuto uno dei più iconici della città, risulta particolarmente noto per le vetrine in cui lavorano numerose prostitute.

Nei Paesi Bassi, infatti, è entrata in vigore una legge, il 1° ottobre del 2000, con la quale si è

legalizzata la prostituzione e si è abolito il divieto dei bordelli. Il risultato è qualcosa di aberrante: corpi di donne, incorniciati da una vetrina, pronti per essere oggettivati.

Obiettivo del governo olandese è quello di tutelare ”le lavoratrici del sesso” e garantire loro la stessa sicurezza di un qualsiasi lavoratore, pertanto viene cosentito loro di operare come veri

professionisti, affittando spazi, pagando tasse e svolgendo la propria attività all’interno di un sistema normativo controllato, al fine di ridurre il ricorso ai circuiti clandestini e la violenza derivata da essi.

Tuttavia, la legalità non consente sempre di operare in reali condizioni di libertà, in quanto non elimina del tutto i fenomeni legati allo sfruttamento sessuale e alla tratta di esseri umani. Le vittime, perlopiù fragili, provenienti da contesti economici e sociali instabili, arrivano da Paesi dell’Europa dell’Est, dell’Africa occidentale e, in misura minore, dall’America Latina e sono diretti verso paesi come Germania, Belgio e gli stessi Paesi Bassi con la speranza di una vita migliore.

Purtroppo, il loro desiderio di indipendenza e di costruire una nuova vita viene spesso stravolto: il loro corpo diventa un oggetto da consumare per altri. In questo senso, la prostituzione diventa una forma di mercificazione della persona, in cui la donna, soprattuto nel contesto natalizio, viene vista come un vero e proprio “regalo”, che i turisti, volti alla loro gratificazione personale, si concedono.

Il periodo natalizio, dunque, che dovrebbe essere un momento di festa, pace e socialità, rappresenta uno dei periodi dell’anno più intensi in cui la donna diviene un vero oggetto di consumo, privo di dignità e libertà.

Il quartiere a luci rosse riflette quindi una duplice realtà: da un lato, la prostituzione legale, dall’altro,

uno strato nascosto di sfruttamento che include tratta, coercizioni e violenze, che nonostante la

legalizzazione, sono sempre presenti, sempre lì a dimostrarci che in fondo, ciò che c’è dietro il quartiere a luci rosse di Amsterdam è sempre una forma di schiavitù occultata dallo Stato stesso. Lo Stato diventa, quindi, complice di una mentalità corrotta, ovvero quella che, ancora oggi, vede la donna come un semplice oggetto che può essere venduto come semplice merce.


Erika Tona e Agnese Arrabito

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