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Nepal: la rivoluzione della Gen Z

  • 25 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

La rivoluzione della “Gen z” in Nepal, principalmente nella capitale Kathmandu, è

iniziata l’8 settembre 2025, nel momento in cui il governo ha stabilito il divieto di utilizzare 26 applicazioni tra cui Facebook, Instagram, Youtube, Whatsapp e X. Lo scopo principale di tale provvedimento era quello di dare un freno ad eventuali truffe online, materiali illegali e fake news. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: numerosi cittadini, per lo più giovani (dalla quale deriva il nome “rivoluzione Gen z”), nutriti da un malcontento generale, sono andati a protestare nella capitale, non solo per il nuovo divieto imposto, ma anche per il loro governo scarso e pieno di corruzione. La ribellione è stata sanguinosa a causa delle forze dell’ordine che, nel tentativo di reprimere e soffocare la protesta, hanno causato numerosi feriti e 34 morti. Quanto accaduto ha alimentato maggiormente l’ira cittadina, provocando attacchi diretti ai ministri, tanto che alcuni di essi sono scappati addirittura in elicottero. I rivoluzionari hanno dato fuoco ai palazzi governativi vuoti e hanno dichiarato di aver ottenuto il comando delle operazioni di sicurezza a livello internazionale. Questi si sono riuniti diverse volte su una chat room virtuale per discutere del futuro del paese utilizzando Discord, app resa nota principalmente e utilizzata da videogiocatori. I dibattiti svolti all’interno di questa applicazione sono stati resi pubblici su Youtube per facilitarne l’accesso a tutti. 

Infine, il nuovo governo è stato formato nominando Sushila Karki  come premier, scelta tramite un processo di consultazione online su Discord. Ciò che ha accomunato i cittadini in questa rivoluzione è stato il forte desiderio di libertà. Purtroppo, però, la sommossa è stata sanguinosa, e non sono mancati i

martiri.


                                                                                                         Giulia Quintino


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