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Qual è la tua rosa bianca macchiata dal sangue?

  • 25 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

“Esistono persone fuori posto, tasselli ingombranti che vagano alla ricerca di un luogo dove fermarsi. Vivono tutta la vita con l’idea di essere semplici spettatori, personaggi secondari senza luce e privi di voce. Elementi sacrificabili per il bene comune. Attendono la fine della scena per potersi spegnere. Si sa che il mondo apprezza solo i personaggi principali e che gli eroi delle favole vengono incorniciati, ricordati per l’eternità come trionfatori. Chi ricorda i contorni di una storia? Il passaggio delle figure sgraziate sullo sfondo? Il sussurro di una persona senza luce? Nessuno.” 

Questo è l’inizio del nono capitolo del secondo libro pubblicato da Rokia: Sindrome. 


Rokia, scrittrice di origine marocchina, ha cominciato a raccontare le sue storie nel 2016 su Wattpad con lo pseudonimo di Clarine Jay, raggiungendo milioni di letture. 

I protagonisti in questo caso sono quattro ragazzi: Sia, Derek, Olivia ed Edgar, che lottano da soli contro i propri demoni. 

Vincono le loro battaglie grazie all’aiuto di una dottoressa, che li fa partecipare a uno stage sul giornalismo, costringendoli a competere tra loro per ottenere un ruolo all’interno dell’azienda giornalistica, anche se alla fine capiscono che devono per forza unirsi per raggiungere l’obiettivo. Man mano che passano i giorni trascorsi insieme, la loro amicizia cresce fino a diventare la chiave per elaborare la sofferenza. Eppure nessuno può illudersi di riuscire a sfuggire dal passato, ma, nonostante questo, i ragazzi capiscono che l’amore ha il potere di riparare ogni ferita. I protagonisti sono tutti affetti da malattie mentali: Olivia soffre di anoressia nervosa, Derek di un disturbo intermittente della rabbia, Sia di schizofrenia, ed infine Edgar di un disturbo da stress post-traumatico. 

La situazione complicata di ognuno è descritta da un oggetto diverso: una scheggia, un proiettile, un accendino e una rosa. La scheggia rimanda ad Olivia, che si è sempre sentita inadeguata, soprattutto a causa di un vecchio amore malato. Edgar tiene sempre con sé una pistola, che gli conferisce sicurezza, la stessa che ha perso in una tragedia che gli ha cambiato la vita. L’accendino è l’oggetto di riferimento di Derek, che non riesce a contenere la rabbia che ha dentro. Infine, Sia è raffigurata da una rosa bianca macchiata dal sangue, la sua più grande paura. 


Rokia sceglie questo titolo perché tutti i ragazzi hanno una “sindrome”, parola che contiene inoltre le iniziali dei loro nomi. Lei stessa era stanca di stare male e voleva soltanto ricordare le cose belle, evitando quelle tristi. Ma scappando via dal dolore, ha compreso che si stava allontanando da tutto e da tutti. Consiglia perciò ai lettori che stanno vivendo momenti difficili, come i protagonisti, di parlarne. Si augura che, come lei ha trovato la via d’uscita da questo tunnel, chiunque possa trovare la propria. 


Elena Pia Pellegrino, Giada Nigro e Alessandra Trovato


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