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VIKI CHE VOLEVA ANDARE A SCUOLA

  • 17 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

“Viki che voleva andare a scuola” è un libro scritto da Fabrizio Gatti, un giornalista investigativo e scrittore italiano.

Il romanzo, pubblicato nel 2003, è basato su una storia reale, di accoglienza, integrazione e solidarietà, raccontata per la prima volta sulle pagine di cronaca del “Corriere della Sera” da un giornalista sensibile che cambierà la vita di Viki e della sua famiglia.

Ci viene raccontata la storia di Viki, un bambino di origine albanese, che, insieme alla sua famiglia, emigra clandestinamente dall'Albania verso l'Italia per raggiungere il padre che lavora senza permesso di soggiorno.

Deve affrontare un viaggio terribile, partendo da Valona, a bordo di un gommone sovraffollato guidato da due scartisti, anche loro immigrati clandestini, per un mare freddo e nero. Arrivati a Milano, vivono in condizioni di degrado in una baraccopoli, tra topi, freddo e il timore costante della polizia. Non era il paese che immaginavano guardando la televisione. Vorrebbero crearsi una vita nuova, ma non è facile, perché non sono in regola.

Viki ha, però, una marcia in più e un grande sogno: lui è un bravo studente e desidera poter frequentare la scuola come tutti gli altri bambini.

Nonostante questo possa sembrare normale per noi, per Viki non lo è affatto, perché molte difficoltà gli impediscono di realizzare il suo desiderio.

Viki, tuttavia, è sostenuto dalla sua famiglia e dalla scuola dove viene accolto con amore e senza razzismo, facendolo sentire uguale agli altri, sebbene cresciuto in circostanze diverse.

Leggendo questo libro ci rendiamo conto di quanto sottovalutiamo il valore di ciò che abbiamo e che altrove, non molto lontano da noi, c'è chi sogna la nostra vita.

La vicenda, riportata con gli occhi di un bambino, da un lato, offre un quadro drammatico e terribile dell'immigrazione, ma, dall'altro, sottolinea che valori come la tenacia, l'accoglienza e l'istruzione possano rappresentare un riscatto, creando una nuova realtà positiva.

 

Besarda Baja


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