Telefoni in Cassetta: Vietare o Insegnare?
- 25 feb
- Tempo di lettura: 2 min
La nuova regola di lasciare i nostri telefoni in una cassettina chiusa dalla
prima all'ultima ora, dove la chiave è custodita dagli insegnanti ha creato un
sacco di discussioni tra noi ragazzi. L’obiettivo, ci dicono, è non farci distrarre
e farci concentrare. Ok, capiamo l’intenzione, ma questa scelta imposta
dall'alto ci crea dei problemi che non possiamo ignorare.
Il primo è che i telefoni costano, e se si rompono o, peggio, vengono rubati
mentre sono chiusi in quella cassetta, la scuola non si assume alcuna
responsabilità e non esiste nessuna forma di assicurazione. Praticamente, se
succede qualcosa, siamo noi a dover ricomprare un telefono e quindi a
coprire le spese. È davvero giusto lasciare un bene così costoso senza
alcuna tutela o garanzia?
Il secondo problema è che il telefono, in realtà, a volte è uno strumento utile
anche per studiare: può servire per una ricerca veloce, per usare app
didattiche o magari per fare dei calcoli. Togliendolo completamente, la scuola
si priva di uno strumento moderno che potrebbe rendere le lezioni più efficaci
e interessanti.
Un altro problema è il rischio che i professori perdano le chiavi della cassetta.
Non è un’ipotesi così strana, perché è già successo nella nostra scuola. Se le
chiavi spariscono, i telefoni restano bloccati all'interno, creando un grande
disagio e rabbia tra noi studenti.
La vera soluzione a nostro parere non è vietare, ma educare. Invece di
nasconderci il telefono, la scuola dovrebbe insegnarci a usarlo in modo
responsabile. Dobbiamo imparare a capire quando è il momento di usarlo per
studiare e quando va spento. Un divieto totale ci tratta come bambini:
imparare a gestirci, invece, ci fa crescere davvero.
Giulia Ventura, Rebecca Scardino

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