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Storia di una ladra di libri

  • 22 dic 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Tu, lettore, come ti sentiresti se venissi lasciato da tua madre, dopo che il tuo fratellino è appena morto, nelle mani di due individui sconosciuti in una cittadina altrettanto sconosciuta? Cosa significherebbe per te imparare a leggere e parlare bene a dieci anni? Come ti comporteresti - e quali posizioni prenderesti - se fossi nel bel mezzo di un conflitto mondiale? Che importanza daresti alla lettura e alle parole?

Bene, tutto questo viene sperimentato da una semplice ragazzina tedesca di nome Liesel, tra il 1939 e il 1943, quando, ad appena dieci anni è diretta su un treno verso Monaco con il fratellino e la madre, dove lei e il piccolo verranno affidati a una famiglia in grado di ospitarli. Ma purtroppo accade qualcosa di traumatizzante che influenzerà molti capitoli della vita di Liesel: il fratellino muore sul treno. Vengono celebrati dei mesti e rapidi funerali, che terminano con il primo furto di Liesel - il primo furto della ladra di libri. Ruba senza alcun ripensamento un manuale, il “manuale del necroforo”, che, una volta letto, le insegna i precetti del mestiere del necroforo.

Ma non era analfabeta? Beh, lo era. Arrivata a casa dei genitori putativi, si affeziona fin da subito al padre, che - nonostante la sua bassa cultura - le insegna a leggere e a scrivere, destando in lei un amore incondizionato per le parole; nel libro sulla sua vita, che più tardi scriverà, però confessa “Ho odiato le parole e le ho amate, e spero che siano tutte giuste”.

In effetti, sono proprio le parole che spesso la mettono in difficoltà nel corso del romanzo: ad esempio, la costringono a picchiare un compagno di classe per poi essere punita; la voglia di parole la mette alle strette, costringendola a rubare tanti altri libri, talvolta facendo anche brutte figure.

Ad un certo punto, si insinua nella vita della ladra di libri un ebreo fuggiasco - ex pugile - che cerca riparo dalle persecuzioni naziste e lo trova in Hans Hubermann, padre adottivo di Liesel, che, contrario alle ideologie e alle politiche sue contemporanee, ama rischiare. Questo ebreo, di nome Max, ha molto in comune con Liesel, a partire dal fatto che entrambi sono dei combattenti, in senso letterale e figurato. Non a caso si instaura un rapporto speciale e particolare, che permette di confidarsi a vicenda i loro peggiori incubi.

Storia di una ladra di libri, romanzo di Markus Zusak, possiede un intreccio narrativo intrigante, particolare e al contempo leggero. Sa regalare forti emozioni e ricordi che rimangono indelebili, di quelli che ti vengono in mente anche tanto tempo dopo aver letto il libro. Se cerchi un libro che ti cambia la vita - come afferma il The New York Times-, eccolo!



Andrea Pisana

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